sabato 2 febbraio 2013

Il Corpo recitato

SPETTACOLO
CORPO RECITATO  CANTATO  SANATO
si è teniuto Sabato 2 febbraio 2013
nella sala "Giudici Saetta e Livatino" del Comune di Campobello di Licata.


Si è tenuta, alla presenza di un attento e qualificato pubblico, presso la Sala Consiliare intitolata ai "Giudici Saetta e Livatino" del Comune di Campobello di Licata, sponsor dell'iniziativa, una conferenza organizzata dal "Gruppo di studio riabilitazione neurocognitiva" e dal Lions Club Ravanusa Campobello, dal titolo "Corpo recitato, raccontato, sanato".
Hanno dato indirizzo di saluto il Sindaco Giovanni Picone, l'Assessore Lombardo e il Presidente del Lions Club Angelo Muratore.
L'argomento verteva ""sull'uomo a due dimensioni, da un lato c'è l'anima,
la ragione, la res cogitans, dall'altro c'è il corpo la res extensa. E' questo il concetto di uomo che oggi prevale nella nostra società occidentale. Da un lato la mente che detta i comandi, dall'altro il corpo che ubbidisce a questi comandi.
Questa visione dualistica dell'uomo ha radici lontane, nasce nell'antica Grecia con Platone. All'interno di questa visione, il corpo assume significato di oggetto, aggregato di parti, pura materia. Tutto ciò ha influenzato la scienza, la medicina che ci consegnano un corpo visto e non vissuto, un corpo burattino, un "modello" di corpo, una "idea di corpo". Oggi la fenomenologia cerca di ridare dignità al corpo, riportandolo alla sua originaria "apertura al mondo".
Giovanni Nigro, fisioterapista, nel ruolo di moderatore, ha introdotto magistralmente i lavori. L'argomento è stato trattato con chiarezza e dovizia di particolari dai relatori, fisioterapisti, Giancarlo Randazzo che ha "raccontato" il corpo, mentre Giovanni Di Stefano ha "sanato" il corpo. L'argomento dava la possibilità di spaziare, attraverso i secoli, nella filosofia greca, in quella di Cartesio, in quella meccanicistica della natura e per ultima, ma non ultima, la rappresentazione futuristica di Umberto Boccioni con le "Forme uniche nella continuità dello spazio" del 1913, a noi meglio nota perchè impressa sulla moneta di 20 centesimi di euro. L'argomento, pur nella sua complessità, è stato intercalato da momenti di recitazione in cui il "corpo recitato" veniva esposto dalla voce recitante di Salvo Bona e dalla chitarra di Cesare Lo Leggio.

Giovanni Scala