venerdì 2 dicembre 1994

Fight Autism




   Il 2 dicembre 1994, presso l'Auditorium della Parrocchia Madonna di Fatima, ha avuto luogo un convegno sull'Autismo alla presenza di un pubblico numeroso e interessato.
   Il PDG dott. Manlio Smecca ha introdotto l'argomento, puntualizzando che l'Autismo continua ad essere una delle malattie più terribili, continua ad aleggiare sopra qualsiasi cura, in quanto autistici si nasce e non si diventa.
   L'Autismo è un fenomeno psicopatologico che fa sì che ci si chiude nell'intimo dei nostri pensieri, della nostra mente e non ci si preoccupa assolutamente di quello che avviene attorno a noi.
   Il Prof.  Emanuele Cardia, neurochirurgo presso l'Università di Messina, ha tracciato le strutture cerebrali dalle quali oggettivamente ognuno di noi dipende in tutti i suoi momenti.
  
E' a tutti noto che questa struttura vive all'interno della scatola cranica e proprio sulla corteccia cerebrale trovano la loro proiezione e la loro rappresentazione tutti i punti del nostro organismo.
   Dal momento in cui l'organismo viene concepito, il sistema nervoso passa attraverso una serie di fasi di accrescimento, termine tecnico chiamato di mielinizzazione, per cui tanto più una fibra è mielinizzata, tanto più è pronta a lavorare. Il sistema nervoso entra in contatto con l'ambiente esterno e tenta di modificarlo, per cui si viene a strutturare questa doppia intricatura tra l'uomo causa di un effetto e l'uomo vittima dell'effetto che egli stesso ha prodotto.
   E' encomiabile, ha detto Cardia, che i Lions si siano mossi nell'approfondimento dell'Autismo. Si tenta una sfida “nec spe nec metu”, come dicevano i paracadutisti, e anche se in questo momento abbiamo poche speranze, non abbiamo comunque la paura di andare avanti per la ricerca del “Primum movens” di questa patologia.
   Per il Prof. Leandro Righi, neuropsichiatra infantile presso l'Università di Messina, l'Autismo è una sorta di patologia dell'anima, una sorta di ripiegamento su se stessi, una sorta di introversione piuttosto marcata, di uno stato di distacco dalla realtà. Dal punto di vista epidemiologico l'Autismo ha una percentuale di circa 4-7 bambini ogni 10.000 persone e il rapporto è di 4 a 1 sul genere ( 4  bambini e 1 bambina).
  L'Autismo è rottura relazionale, una situazione di totale isolamento del bambino, il quale si rifugia in un angolo e utilizza un movimento di autodondolamento. E' interessante la paura che il bambino può avere di fronte all'intrusione di un estraneo. Di fronte a questa figura il bambino ha una reazione di ansia, di paura e di pianto. Importantissimo è il linguaggio di questi bambini. Ci sono bambini che fino all'età di due anni hanno parlato, dopo, improvvisamente senza che vi fosse stata alcuna causa a determinare, a spiegare il perché, questi presentano un'afasia, cioè hanno perso completamente l'uso della parola. Per quanto riguarda il gioco, in questi bambini manca il significato del gioco sociale, cioè il loro gioco è un gioco stereotipo, che si ripete sempre allo stesso modo. Sulle cause dell'Autismo in psichiatria vi è sempre stata una totale dicotomia tra i cosiddetti psicogenetisti e i cosiddetti organicisti, chi privilegia la pista psicogenetica e chi invece sostiene che vi è una genesi esclusivamente organica. I genitori di un bambino autistico hanno più o meno due modi di rapportarsi al problema: o rimuovono completamente il problema, cioè lo annullano, oppure vi è un atteggiamento di sublimazione, di iperprotezione del bambino nei riguardi del bambino. Quindi il problema dell'analisi e della valutazione della famiglia sicuramente è un problema importante, poiché i bambini vivono all'interno della famiglia prima, della società dopo.
   Per quanto riguarda le terapie, purtroppo non ve ne sono tantissime che possono influire nel migliorare il comportamento del bambino autistico.
  E' seguito un interessante dibattito soprattutto di insegnanti e medici.